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Brunetta: anche le donne devono andare in pensione a 65 anni

Brunetta e l'età pensionabile delle donne

Brunetta e l'età pensionabile delle donne

Renato Brunetta, ministro della Funzione Pubblica, è recentemente intervenuto al Forum della Terza Economia a Stresa, dove ha presentato una proposta riguardante il pensionamento femminile. Secondo la sua opinione, occorre innalzare l’età pensionabile delle donne da 60 a 65 anni, in modo da renderla uguale a quella degli uomini.

Brunetta sostiene infatti che le donne ottengono solo svantaggi dall’andare in pensione prima, perché hanno progressioni di carriere e livelli di pensione più bassi, in quanto costrette ad andare in pensione prima. “Le donne sono due volte discriminate – ha affermato il ministro – prima nella carriera per l’interruzione legata alla maternità, poi nelle pensioni più basse proprio perché hanno smesso di lavorare prima.”

La soluzione sarebbe quindi quella di far lavorare di più le donne, disincentivando le uscite precoci dal lavoro, in modo da contrastare lo “spaventosamente basso tasso di occupazione italiano”. Tralasciando il fatto che si potrebbero cercare dei compromessi per agevolare l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro e per far fronte alla disoccupazione crescente, proviamo ad occuparci più a fondo della questione.

Il ministro Brunetta ha esposto la questione proprio come se volesse fare una grande concessione al sesso femminile, permettendo alle donne di avere una pensione più alta e di essere alla pari con i maschi. Peccato che Brunetta sembri non considerare alcune variabili che, in termini lavorativi, rendono la donna differente dall’uomo.

Una donna con un’occupazione lavorativa e una famiglia svolge allo stesso tempo un lavoro a tempo pieno e uno part time: arrivata a casa dopo 8 ore di fatica, si prende cura dei figli e dei genitori anziani, fa la spesa, cucina, pulisce la casa e si occupa di tutte quelle faccende domestiche prettamente femminili. Certo, sempre più spesso nelle giovani coppie anche l’uomo aiuta nei lavori di casa; ma il mestiere di donna, madre e moglie non è comunque facile.

E perché non preoccuparsi di altre attuali problematiche che riguardano la donna e il lavoro? Le donne si trovano a ricevere retribuzioni più basse rispetto ai colleghi maschi di pari grado, sono discriminate all’atto dell’assunzione a causa del loro essere madri, anche solo potenzialmente. Inoltre, per una donna non è facile arrivare ad ottenere posizioni di comando o di potere, perché spesso e volentieri vengono privilegiati gli uomini. Altro che pari opportunità!

Per questi ed altri motivi, la proposta di Brunetta non è stata molto apprezzata nel mondo della politica e le polemiche sono tante, come dimostra anche questo esaustivo video di La7. Ora non ci resta che attendere gli sviluppi della faccenda.

4 Comments

  1. Saretta scrive:

    Bella la vignetta! ^^ Comunque… Brunetta è davvero un personaggio schifoso….

  2. Lella scrive:

    Fosse almeno intelligente…

  3. scarabeo 46 scrive:

    E’ proprio vero, esiste la prova vivente inconfutabile(Brunetta):
    le bugie fanno venire il naso lungo e le gambe corte.

  4. ania scrive:

    Non mi meraviglia che un nano complessato come Brunetta voglia far pagare al mondo intero le frustrazioni acculmulate negli anni in cui nessuno se lo “c……”, ma mi meraviglia come possano dargli ragione o peggio ancora tacere le signore che siedono in Parlamento e che dovrebbero rappresentarci, prima fra tutte la Bonino che, pur di far sentire che ancora esiste, far una puntatina all’estero ed una intervista, esterna, lei che non sa nemmeno lontanamente come vive una povera crista che lavora ed ha una famiglia. Loro ci raccontano che lo fanno per il nostro bene, perché la donna non si senta discriminata, ma pensino ai discrimini che ci sono ancora nella vita di tutti i giorni e vedranno che le donne, dopo una vita a fare le impiegate o le operaie e contemporaneamente a destreggiarsi fra il ruolo di moglie, madre, figlia, infermiera, cuoca, e via dicendo, si meritano anche un po’ di riposo. Le donne che parlano come Brunetta, non sanno neanche lontanamente di che cosa si parla. E’ ora che noi donne, invece di far vedere tette ed altra mercanzia, incominciamo a far valere le nostre opinioni e non accettare supinamente quello che un Brunetta dei miei stivali si inventa “per farci contente”. Uniamoci e facciamo sentire la nostra voce

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