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Donna afghana Il suo nome era Sitara Achikzai, ed era una donna afghana di grande coraggio. Parlamentare a Kandahar, capoluogo della provincia di Kandahar in Afghanistan, Sitara si batteva per i diritti delle donne del suo paese.

Tuttavia, proprio l’impegno e la determinazione di questa donna in favore del sesso debole hanno firmato la sua condanna a morte. Mentre stava tornando a casa dal lavoro, due uomini le hanno sparato e hanno messo fine alla sua vita e alla sua lotta per un mondo più giusto.

Se a noi sembra un atto barbaro e inconcepibile, con tutta probabilità in Afghanistan saranno solo le donne a piangerla, mentre una grande percentuale di estremisti di sesso maschile si troverà d’accordo con questo omicidio.

All’inizio del mese, il Parlamento afghano ha infatti approvato una legge molto sfavorevole per le donne, secondo la quale le mogli sono totalmente subordinate al proprio marito e sono costrette a subire abusi sessuali contro la propria volontà. Tutte le tutele e di diritti possibili vanno ai mariti e capifamiglia, e alle consorti non resta che chinare il capo.

Le afghane hanno sofferto in silenzio, con l’anima lacerata per l’ennesima sconfitta a opera del governo, ma una si è fatta avanti a protestare. La voce di Sitara Achikzai si è levata troppo forte contro questa legge, andando a colpire l’orgoglio e l’etica distorta degli esponenti religiosi e degli uomini di potere.

La sua triste fine ci fa capire che una donna che si batte per i propri diritti non è tollerata in un paese dove le donne devono essere semplicemente oggetti muti e strumenti per la procreazione.

[Fonte e Immagine]

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