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Anne e Erik Lapied: una Vita in Sintonia con la Montagna

Anne e Erik lapied

Si sono incontrati in montagna, su una parete d’arrampicata, ed è stato amore a prima vista. Non si sono più lasciati, i due registi Anne e Erik Lapied, né hanno abbandonato la montagna, per la quale condividono un amore che ha dello straordinario.

Ma non sono solo l’ammirazione per la natura, gli animali e le cime delle Alpi ad unirli; Anne e Erik hanno in comune anche una forte passione per i viaggi e i documentari sull’ambiente, due cose che non si sono mai fatti mancare nella loro vita. Ed eccoli ora, dopo più di trent’anni dal loro primo incontro, circa quaranta documentari naturalistici alle spalle e una figlia a cui hanno trasmesso un forte trasporto per i massicci del mondo e i film sulla natura.

I due registi francesi hanno eletto loro seconda patria la Valle d’Aosta, scegliendo come fissa dimora Valsavarenche, un piccolo comune incastonato fra le Alpi che conta meno di duecento abitanti. La loro è una scelta coraggiosa, notevole, unica nel suo genere: in cerca di una fusione con la montagna, i coniugi Lapied realizzano soltanto i film che hanno voglia di fare e cercano di limitare i viaggi e le trasferte in modo da rimanere a contatto con l’ambiente montano il più possibile, con il quale hanno una sintonia che pochi riescono a raggiungere.

Lo stile di vita di Erik e Anne Lapied può sembrare strano per un paio di registi alle prese con numerosi impegni e responsabilità varie, ma la coppia gestisce bene lo stress della vita lavorativa. I due si dividono obblighi e incombenze, partecipando in contemporanea a conferenze e presentazioni, concedendo interviste e raccogliendo riconoscimenti in tutto il mondo, con il cuore sempre rivolto all’incanto e alla forza dei monti. Durante le tournée di promozione dei film già prodotti, marito e moglie fanno in modo di ritagliarsi piccoli spazi dove non smettono di riprendere flora e fauna, accumulando nuovo materiale e idee per progetti futuri.

Vestiti in maniera semplice, i volti raggianti segnati dai viaggi e dalle intemperie, una luce viva negli occhi: così hanno ricevuto uno degli ultimi trofei con cui è stato premiato il loro documentario “Voyage au bout de l’hiver”, in occasione del festival Stambecco d’Oro di Cogne, dove la loro opera ha offuscato le altre pellicole in concorso.

“Voyage au bout de l’hiver” è una storia a due voci, un lungometraggio che parla di uomini e animali che condividono l’inclemenza della montagna ma non possono far altro che essere soggiogati dalla sua asprezza e contemplarne la bellezza, innamorandosi nuovamente delle sue vette ogni volta che le guardano. Si tratta di una pellicola intensa ed emozionante, fortemente autobiografica, forse quella che più descrive la relazione tutta particolare che Anne e Erik hanno con la montagna e il loro modo anticonvenzionale e stupefacente di affrontare la vita.

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