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Alfie Patten con la piccola MaisieNon è dolce il bimbo nella foto a lato, accanto alla sua sorellina appena nata? Questa è la prima cosa che ho pensato quando ho visto l’immagine che vi sto proponendo. Ma le cose stanno in un’altra maniera.

Prima di svelarvi la verità, però, voglio raccontarvi una storia. Ci troviamo in Inghilterra; Alfie ha 12 anni e un giorno conosce la quindicenne Chantelle. I due si piacciono, escono insieme un paio di volte e finiscono col fare sesso.

Per entrambi è la prima volta, non sanno come comportarsi: non pensano al preservativo, probabilmente ne hanno sentito parlare ma non hanno capito che si usa durante un rapporto. Dopo questo timido approccio, Alfie e Chantelle concludono che è ancora presto per il sesso.

Dodici settimane più tardi, Chantelle scopre di essere incinta. La ragazza non vuole abortire, e la sua gravidanza dura fino a lunedì scorso, quando viene alla luce la piccola Maisie Roxanne.

Ora posso presentarvi il ragazzino nella foto: si tratta proprio di Alfie, il papà tredicenne che dimostra la metà dei suoi anni. Lo sguardo infantile, preoccupato e inconsapevole colpisce dritto al cuore.

Eppure, la piccola Maisie è stata voluta intensamente, senza che i due ragazzi si rendessero bene conto di cosa comportava avere un bambino. Per Alfie le cose sono semplici:  “Ho pensato che sarebbe stato bello essere papà. Non ho pensato al lato economico, ma io non ho una vera e propria paghetta. Mio padre ogni tanto mi dà 10 sterline.”

Parole che fanno ricordare quanto sia ancora piccolo. “Sarò buono e mi prenderò cura della mia bambina”, aggiunge Alfie, serio. Dopo essere andato a trovare Chantelle e la bimba in ospedale, il ragazzo tornerà a casa a giocare con la playstation e guarderà in tv la boxe e le partite del Manchester United.

Anche per Chantelle non è stata una cosa facile, ma non ha avuto il minimo dubbio quando si è trattato di dire no all’aborto. La sedicenne sembra avere le idee più chiare, ed è determinata a diventare un’ottima madre per Maisie. I genitori di Chantelle e Alfie stanno facendo il possibile per garantire un futuro alla bambina.

Questa vicenda fa riflettere. Dalle parole dei ragazzi, nessuno dei due sapeva a che cosa sarebbe andato incontro facendo sesso non protetto: ma a 12 e 15 anni non si dovrebbero già conoscere queste cose? I casi sono due: o l’educazione sessuale non è mai stata materia di studio nella loro scuola, o lo è stata nella maniera sbagliata.

Parlare di preservativi e pillole anticoncezionali in maniera astratta forse non è sufficiente a far capire come vanno utilizzati, e in che occasioni. Raccontare di gravidanze indesiderate può non essere abbastanza, quando i ragazzi non sanno come si svolge un atto sessuale.

In questa nuova era tecnologica, dove i bambini imparano ad accendere un computer a 2 anni, hanno il cellulare a 5 e hanno libero accesso a internet dai 6 anni in su, ci dovrebbe essere più informazione. Il sesso non deve più essere considerato tabù, perché questo atteggiamento puritano sta alla base di storie come quelle di Chantelle e Alfie.

C’è troppa libertà per quanto riguarda tutto il resto, ma quando si tratta di cose che i bambini (sempre più precoci) devono imparare per capire come relazionarsi nelle prime storie d’amore, c’è una reticenza inspiegabile. I genitori devono essere i primi a parlare ai propri figli, ma io credo che un aiuto dalla società sia fondamentale.

[Fonte]

1 Comment

  1. sally ha detto:

    wao fare sesso a 13 dai e un reato madonna poveri bambiniiii va bn sn cose che capitano
    ciao

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